16102017Ultime notizie:

Sui preventivi rinvio solo per la Sicilia. Da oggi aliquote e tariffe bloccate

Il municipio di Porto Torres

Il municipio di Porto Torres

Alla fine proroga fu, ma solo per i Comuni siciliani alle prese con le giravolte della Regione sull’avvio della riforma della contabilità. Nell’anno dei rinvii a macchia di leopardo, quindi, c’è tempo fino al 30 settembre per l’approvazione dei bilanci preventivi di Province, Città metropolitane e Comuni siciliani, mentre per tutti gli altri enti la scadenza è arrivata ieri, con un decreto subito firmato dal ministro Alfano e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Una scadenza, in verità, un po’ a sorpresa, perché negli ultimi giorni si erano intensificate le richieste di un nuovo rinvio e perché ormai da molti anni i termini slittavano abitualmente all’autunno inoltrato.

L’incognita commissariamenti. «La proroga sarebbe stata ragionevole per le oggettive difficoltà causate dall’incertezza normativa che continua a regnare – sostiene il vicepresidente Anci Umberto Di Primio – ma apprezziamo l’atteggiamento collaborativo del ministero dell’Interno, che si attiverà con le Prefetture affinché tengano conto delle difficoltà incontrate dai Comuni sul territorio». Il riferimento è ai rischi di commissariamento per i Comuni in ritardo, che in ogni caso non sono immediati. Le regole, fissate dall’articolo 141 del Dlgs 267/2000, prevedono che i Prefetti scrivano agli amministratori locali per dare un termine «non superiore a 20 giorni» per rimediare, dopo di che l’ente ancora inadempiente viene commissariato. Questo, almeno, dice la legge: resta da capire se tra il rallentamento agostano e la “comprensione” delle Prefetture ci potrà essere qualche ulteriore slittamento di fatto.

Aliquote bloccate. La prima conseguenza certa del mancato rinvio, invece, è da oggi l’impossibilità per i Comuni di variare per quest’anno le aliquote di Imu, Tasi e addizionale e le tariffe dei servizi. I preventivi che saranno approvati da oggi in poi, quindi, dovranno tener conto di quanto stabilito per lo scorso anno, rimandando eventuali novità al 2016 quando però, almeno per il Fisco sul mattone, la situazione dovrebbe cambiare radicalmente. Tra le città alle prese con i conti, a Torino si è lavorato fino a tardissimo sul preventivo (senza modifiche di aliquote) mentre a Bari il via libera è arrivato nella notte tra il 28 e il 29 luglio; a Milano la partita si è chiusa il 15 mentre a Roma, per la prima volta da anni, il preventivo è stato approvato a marzo. All’appello, fra le grandi, manca Napoli, dove la discussione continuerà il 5 e 6 agosto.

Il caso Sicilia. In Sicilia, invece, tutto slitta a settembre per consentire ai sindaci di rimettersi in linea con la riforma della contabilità. La Regione, infatti, aveva prima introdotto la proroga “opzionale” al 2016 delle nuove regole, che però avrebbe reso impossibile applicare nell’Isola la riforma del Patto di stabilità (il fondo crediti previsto dall’armonizzazione abbatte gli obiettivi di Patto), e quindi 20 giorni fa si è rimangiata il rinvio. I Comuni siciliani, di conseguenza, non dovranno ovviamente approvare la salvaguardia degli equilibri in scadenza il 31 luglio, «per mancanza del bilancio su cui effettuare la predetta verifica» come recita il decreto. Nella Stato-Città di ieri è stato dato parere favorevole anche al decreto sui criteri per la nuova anticipazione di liquidità (850 milioni) messa a disposizione dal decreto enti locali su cui il Governo metterà la fiducia lunedì. Nella Conferenza Unificata, invece, ha fatto un passo avanti il Dm sulla mobilità degli esuberi delle Province, è stato dato il via libera alla distribuzione di 21,4 milioni per i Comuni che hanno garantito accoglienza ai minori stranieri non accompagnati e alla proroga dell’accordo quadro sulle «sezioni primavera». Dovrebbe essere in arrivo, infine, una soluzione al problema degli educatori con contratti a termine che non possono più essere prorogati per aver raggiunto la soglia dei 36 mesi.


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