16102017Ultime notizie:

Porto Torres, Carta (Ap) spinge l’acceleratore sulla Zona Franca portuale

Alessandro Carta (Ap)

Alessandro Carta (Ap)

Un’interrogazione sullo stato d’attuazione della Zona franca portuale di Porto Torres. L’ha presentata nei giorni scorsi il consigliere comunale Alessandro Carta (Autonomia Popolare). In particolare, l’esponente di Ap chiede al sindaco Sean Wheeler «se ritiene opportuno attivare, insieme al Consorzio Provinciale Industriale di Sassari e agli enti locali componenti il CdA dello stesso, un’azione politica che coinvolga tutto il nord ovest della Sardegna, volta ad instaurare con l’Assessorato Regionale all’Industria un dialogo per l’ottenimento di quanto previsto e sopracitato, come pare stia avvenendo a Olbia e Cagliari».

Di seguito il testo integrale dell’interrogazione:

Premesso che,

Il d. lgs. n. 75 del 10 marzo 1998, in piena sintonia con l’art. 12 della carta fondamentale della Regione Autonoma della Sardegna, istituisce zone franche “nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme, Arbatax ed in altri porti ed aree industriali ad essi funzionalmente collegate o collegabili”;

Attraverso il D.P.C.M. del 7 giugno 2001 recante “Ulteriori disposizioni per l’operatività della zona franca di Cagliari”, viene stabilita la delimitazione territoriale della zona franca di Cagliari nonché l’istituzione dell’ente gestore denominato “Cagliari Free Zone” al quale vengono assegnate tutte le competenze relative all’avvio e alla  promozione di attività industriali, commerciali e di prestazione di servizi al suo interno.

Premesso, altresì, che,

La Legge Regionale n. 20/2013, in considerazione di quanto sopra, e con l’obiettivo di dare finalmente attuazione alle citate disposizioni, impegnava il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna:

  • a definire le delimitazioni territoriali di tutte le zone franche della Sardegna, e
  • ad adottare una proposta di modifica al D.P.C.M. del 7 luglio 2001, per la trasformazione di “Cagliari Free Zone” in “Sardinia Free zone” avente finalità “di porre in capo a quest’ultima e per tutte le zone franche istituite, le competenze già previste agli articoli 7, 9 e 10 del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 7 giugno 2001”;

Constatato che,

L’allora Presidente Cappellacci, attraverso la delibera di Giunta 39/30 del 26 settembre 2013, dichiarava “superate e inapplicabili  le previsioni di delimitazione dei punti franchi previsti dal d. lgs. n. 75/1998 proponendo un’unica perimetrazione dell’intero territorio regionale coincidente con i confini naturali dell’Isola e delle sue isole minori circostanti”, di fatto determinando una pesante battuta d’arresto alle zone franche portuali sarde;

Considerato che,

il Comune di Olbia ha intrapreso e portato avanti l’iter per la costituzione di una zona franca integrale non interclusa, che pare possa divenire operativa e breve termine; e che,

il Comune di Cagliari ha proseguito la propria azione politica mediante la citata e “sopravvissuta” “Cagliari Free Zone”, attraverso un piano operativo per il porto canale di Cagliari, peraltro approvato dall’Assessorato Regionale all’Industria;

Ritenuta,

la zona franca portuale uno strumento fondamentale, in considerazione delle condizioni di forte disagio economico ed occupazionale del nostro territorio, su cui impostare la crescita futura del porto di Porto Torres e dell’area industriale ad esso pertinente, in grado di attirare investitori ed aziende nel nostro territorio a condizioni nettamente vantaggiose;

Si interroga il Sindaco di Porto Torres:

se, considerato l’iter normativo fin qui esplicato, che già riconosce l’istituzione della zona franca portuale sin dal 1998, e quanto sta accadendo in altri porti della Sardegna, ritiene l’attivazione della zona franca portuale una prerogativa importante per il territorio e per la città di Porto Torres; e,

se ritiene opportuno attivare, insieme al Consorzio Provinciale Industriale di Sassari e agli enti locali componenti il CdA dello stesso, un’azione politica che coinvolga tutto il nord ovest della Sardegna, volta ad instaurare con l’Assessorato Regionale all’Industria un dialogo per l’ottenimento di quanto previsto e sopracitato, come pare stia avvenendo a Olbia e Cagliari.


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