18122018Ultime notizie:

Affidamento diretto impossibile anche per gli incarichi di basso importo

corte-dei-conti-featuredNon è legittimo il conferimento di incarichi esterni senza una procedura comparativa ancorché al di sotto di una predeterminata soglia monetaria, per cui il regolamento che preveda tale opzione deve essere disapplicato, fermo restando il dovere per l’ente di rimuovere la clausola contra legem. Si esprime in questi termini la Corte dei conti, sezione di controllo per il Piemonte, con la delibera 8 giugno 2015 n. 98/2015, che, nell’esercizio delle funzioni di controllo successivo degli atti previsto dall’articolo 1, comma 173, della legge 266/2005, prende in esame l’affidamento in via diretta di un incarico di consulenza per un importo di 5000 euro (oltre contributi previdenziali, Iva ed eventuali rimborsi spese), finalizzato a supportare un ente pubblico in ordine alle decisioni da assumere per la gestione ottimale di una partecipazione societaria.

Tra i rilievi che il magistrato istruttore muove all’operato dell’ente sta appunto il fatto che tale incarico, ancorché di importo esiguo, è stato conferito senza la previa procedura comparativa prescritta dall’articolo 7, comma 6-bis, del Dlgs 165/2001, ai sensi del quale le amministrazioni «disciplinano e rendono pubbliche, secondo i propri ordinamenti, procedure comparative per il conferimento degli incarichi di collaborazione».

Il conferimento degli incarichi. È noto che secondo il principio costituzionale di buon andamento della Pa gli enti devono di norma svolgere i compiti istituzionali avvalendosi di proprio personale, per cui il conferimento degli incarichi di consulenza a professionisti esterni si pone come eccezione in presenza di speciali condizioni, rigorosamente subordinate a una preventiva verifica dell’effettiva assenza all’interno dell’ente delle professionalità adeguate mediante una reale ricognizione, essendo del tutto insufficiente una generica affermazione di insufficienza dell’organico.

Accanto a tali prescrizioni, in dettaglio specificate nell’articolo 7, comma 6, del Dlgs 165/2001, assume una valenza altrettanto fondamentale l’obbligo posto dal comma 6-bis del medesimo articolo, relativamente all’esigenza che il conferimento dell’incarico abbia luogo, in ossequio ai principi generali di trasparenza, pubblicità e massima partecipazione, previo esperimento di procedure comparative e non quindi in base alla sola valutazione di idoneità del soggetto prescelto.

La decisione. Nel fornire i chiarimenti richiesti sul punto, nel caso de quo l’ente segnala di aver optato, nell’esercizio della relativa potestà discrezionale, per una disciplina regolamentare che, privilegiando le ragioni di snellezza decisionale ed efficienza amministrativa, consente agli uffici di conferire incarichi di importo inferiore a 5000 euro mediante affidamento diretto, in alternativa a una procedura di comparazione tra più soggetti.

Il collegio esegue una disamina approfondita della questione, che riveste un particolare interesse anche per il fatto che clausole del genere non sono rare nella prassi amministrativa, la quale non sempre ha cura di dare puntuale applicazione il principio di cui all’articolo 7, comma 6-bis, del Dlgs 165/2001.

Il giudizio della Sezione considera inadeguate le giustificazioni fornite dall’ente in ordine all’affidamento diretto dell’incarico, e richiama la giurisprudenza contabile secondo cui «l’accertamento dell’illegittimità per il mancato rispetto di uno o più dei requisiti di legge (…) comporta da un lato l’obbligo di rimuovere, ove possibile, l’atto con un provvedimento di secondo grado e dall’altro la responsabilità del soggetto che lo ha posto in essere» (Corte dei conti, Sezione di controllo Lombardia, delibera n. 244/08/PAR).

La Sezione rileva a chiare lettere che non risulta compatibile con il vigente quadro normativo la disciplina prevista dal regolamento dell’ente, secondo cui sarebbe possibile procedere ad affidamenti senza procedura di comparazione per incarico di esiguo importo (sotto i 5000 euro), con l’effetto che tale disposto deve essere puntualmente disapplicato, a fronte di quanto prevede l’articolo 7, comma 6-bis del Dlgs 165/2001.

L’assunto merita attenta considerazione, non fosse altro per il fatto che in ordine agli incarichi esterni i principi dell’agire amministrativo sono ormai chiari e ben delineati, con l’effetto che le condotte irregolari danno indubbiamente luogo a una violazione dei doveri di servizio connotata da colpa grave, e pertanto rilevante ai fini della responsabilità erariale.

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