26052019Ultime notizie:

Sorso, addio a Centro di aggregazione e Ludoteca: 10 lavoratrici a casa

IMG_3774Il centro di aggregazione e la ludoteca di Sorso chiudono: dieci lavoratrici rimangono a casa. È la notizia trapelata ieri mattina, quando una rappresentanza delle lavoratrici si è unita alla protesta per la difesa del posto di lavoro portata avanti dalla Romangia Servizi. L’amministrazione comunale, guidata da Giuseppe Morghen, poco prima di Natale aveva comunicato alla ditta appaltatrice – la cooperativa Andalas de Amistade – la decisione di non riuscire a rinnovare i contratti. Le lavoratrici, tutte donne, sono rimaste senza lavoro dal primo gennaio. Gestivano due centri con centinaia di accessi, inclusi circa una ventina di disabili. «Rientrano fra i servizi “non essenziali”, anche se di pregevole importanza», spiega l’amministrazione in una nota.

Il problema è sempre il solito: il Comune non ha certezza sui tagli ai trasferimenti e la situazione delle casse non permette di procedere ai dovuti impegni di spesa che servirebbero a rinnovare i contratti di servizio. «Sinora abbiamo mantenuto attivi questi servizi avvalendoci di risorse comunali, ma a causa degli ingenti e cospicui tagli subiti dall’ente, ad oggi, non possiamo più garantire il rinnovo dell’appalto», continua il comunicato.

Dunque, al caso più eclatante della multiservizi Romangia Servizi – che gestisce attività come manutenzioni e verde pubblico – si aggiunge oggi quello dei servizi alla persona, tagliati di netto per evidenti difficoltà di bilancio.

L’appalto originario del centro di aggregazione e ludoteca, vinto dalla Andalas, costava circa 200mila euro annuali che l’amministrazione ad oggi non è in grado più di garantire. «Il nostro contratto alla scadenza (31/12/2014, ndc) era opzionabile per ulteriori 3 anni – spiegano laconicamente dalla direzione Andalas – ma l’amministrazione ci ha ordinato di sgomberare i locali. Non possiamo che essere amareggiati. In ogni caso tenteremo di salvaguardare i posti di lavoro».

L’amministrazione comunale sta cercando soluzioni alternative per ripristinare – forse un domani – un servizio molto apprezzato. In pratica o i fondi arriveranno dall’esterno o il Comune da bilancio non potrà metterci più neanche un euro.


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