18122018Ultime notizie:

Wwf chiede a Pigliaru la nomina di un commissario per le bonifiche Igea

igea«Il Wwf, qualora si arrivasse a processo sulla vicenda dell’Igea denominata dagli investigatori “Geo & Geo” non potrà, probabilmente, costituirsi parte civile perché i reati contestati agli indagati non riguardano direttamente il danno ambientale; tuttavia fin da ora, la nostra associazione chiede – con forza e pubblicamente – al Presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, di nominare un commissario contro la corruzione (come è stato fatto per l’Expo di Milano) per il controllo della gestione delle bonifiche delle aree minerarie e dei siti industriali», ha dichiarato Carmelo Spada delegato Wwf per la Sardegna.

L’Igea società della Regione Autonoma della Sardegna si deve occupare dei piani di caratterizzazione e progettazione esecutiva di bonifica nel settore minero-ambientale effettuando messe in sicurezza, ripristini ambientali e bonifiche delle aree minerarie dismesse o in via di dismissione. In Sardegna sono stati stimati 169 siti minerari dismessi con un volume di residui minerari pari a 70 milioni di m3. Di questi più dell’80 % insistono nell’area del Sito di Interesse nazionale del Sulcis-Iglesiente-Guspinese; (fonte: Assessorato per l’Ambiente, marzo 2008).

«Il Wwf chiede – continua Spada – dopo decenni di studi e progetti di caratterizzazione per le bonifiche effettuati da vari Enti pubblici, l’istituzione di una Commissione d’inchiesta del Consiglio regionale allargata alle organizzazioni e associazioni portatrici di interessi diffusi che possano avere un ruolo concreto di controllo e proposta sulle bonifiche dei due siti di interesse nazionale».

I Sin (Siti di interesse nazionale) comprendono le due principali aree industriali della Sardegna, aree molto estese che il Ministero dell’Ambiente definisce contaminate, pericolose e che necessitano di interventi di bonifica del suolo, del sottosuolo, delle acque superficiali e sotterranee per evitare danni ambientali e sanitari. Sono le aree industriali di Porto Torres e del Sulcis Iglesiente Guspinese che comprende le zone industriali di Portovesme, Sarroch e l’area mineraria. L’estensione di questi due Sin porta la Sardegna in testa alla triste classifica delle regioni italiane per l’estensione delle aree contaminate: oltre 445 mila ettari, seguita al secondo posto dalla Campania con 315 mila ettari.

Complessivamente l’estensione del suolo contaminato in Sardegna corrisponde a circa il 18.5% dell’intero territorio dell’Isola.

«L’immagine da cartolina della Sardegna con la natura incontaminata non corrisponde alla dura realtà del paesaggio industriale che è stato realizzato dagli anni Sessanta del Novecento fino a oggi a cui si aggiunge quello dei siti minerari e delle servitù militari. Non è più procrastinabile l’opera complessiva delle bonifiche perché le diverse situazioni si configurano come “Crimini di Natura”», ha concluso il delegato Wwf per la Sardegna.


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