22082017Ultime notizie:

Dove eravamo rimasti?

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In queste ultime settimane abbiamo assistito a una campagna elettorale a dir poco anomala, a tratti violenta. Orde di esagitate/i hanno preso d’assalto i nostri spazi virtuali rendendo deleterio ogni minimo accenno di proposta di dibattito sui contenuti. Noi abbiamo provato a proporre alcuni spunti di riflessione, puntualmente contaminati dalle rispettive tifoserie elettorali accampate fuori dalle nostre mura. In particolare, abbiamo proposto discussioni riguardo all’aumento delle tasse negli ultimi 3 anni (+1,2 milioni il prelievo di addizionale Irpef complessivo), l’assenza di politiche di gestione dell’esistente alle quali sono state preferite quelle di nuove (fantomatiche) opere.

Riflessioni che non hanno trovato riscontro negli spunti proposti e che – oggi – capiamo non essere state colte. Ne prendiamo atto: di politica si preferisce non discutere, mentre lo scontro personale va di moda. Non a caso, abbiamo notato che qualche tifoso sfegatato – di quella o l’altra lista – ha preferito inveire di tanto in tanto contro gli altri interlocutori in modo random. Insomma, la nostra bacheca è stata oggetto dei cosiddetti “ciarameddi” per giorni: insulti, attacchi personali e violazioni continue della netiquette sono stati puniti con una decina di esclusioni. Soltanto dieci, a fronte di discussioni che hanno superato i 300 commenti.

Questo mentre i nostri ragazzi – che ogni giorno lavorano gratuitamente e quindi in modo del tutto volontario al servizio dell’associazione e dell’utente finale – approntavano quella che sarebbe stata la piattaforma della diffusione dei dati elettorali in occasione dello scrutinio delle comunali ed europee, in certi casi lavorando 24 ore di fila. Uno sforzo apprezzabile (perlomeno da noi) che si perpetua ormai da anni, per offrirvi un servizio di livello nonostante la gratuità dell’accesso. Anche questo pare non incidere nelle esternazioni vomitate da alcuni soggetti, sempre pronti ad agitare (pre)giudizi, talvolta intervenendo in massa con familiari e amici vari, e sempre pronti a fare branco contro Città Giusta, più che di discutere nel merito delle questioni. Ma il nostro lavoro è particolare, è s’insinua nelle pieghe più nascoste dell’amministrazione locale, mettendo in evidenza – molto spesso – negatività della gestione della cosa pubblica. Pratiche che, per ovvie ragioni, l’ufficio stampa del Comune non potrebbe mai riferirvi. Però finiamo per essere additati per faziosi noi, che alla realtà dei fatti ci siamo sempre attenuti (e sfidiamo chiunque a provare il contrario). Realtà documentabili, ovviamente.

Nel frattempo, i soliti scalmanati virtuali continuavano a imbrattare la nostra bacheca con insulti gratuiti, accuse senza senso e proponendo conflitti personali inspiegabili. Tutto questo non ci appartiene e non ci è mai appartenuto. Noi siamo quelli che hanno proposto una petizione di oltre 500 firme per la gestione dei giardini pubblici della città, per la quale attendiamo ancora una risposta da parte del sindaco, siamo quelli che ogni giorno cercano di tenervi informati sugli accadimenti principali della nostra comunità, e anche quelli che raccontano i retroscena della vita amministrativa mettendo a disposizione gli atti che ne garantiscono la veridicità. Noi siamo quelli che grazie alla rete di cittadini virtuosi hanno raccolto 505 euro in meno di 24 ore per consentire a madre e figlia di fare i biglietti per il Gaslini di Genova.

Ecco, Città Giusta offre una prospettiva diversa dalla quale guardare Sorso e l’amministrazione della cosa pubblica, una prospettiva votata alla legalità, alla trasparenza delle azioni di governo e al feedback diffuso dei cittadini. «Lavoriamo alla “narrazione del quotidiano”, conservando memoria digitale degli accadimenti e delle opinioni espresse al riguardo, da politici, cittadini, amministratori. Un confronto caotico di opinioni diverse, per comporre un flusso comunicativo ininterrotto. La costruzione delle idee, libere e liberate, dà un senso comune di umori diffusi: è una narrazione che non si riferisce alla pubblica opinione, ma è l’odierna opinione pubblica che si fa giudizio degli accadimenti cui assiste. E ne chiede conto», si legge fra i nostri scopi associativi.

Continueremo a lavorare, nonostante i vari tentativi d’imitazione – risibili – operati da pseudo esperti dell’informazione, ai quali auguriamo comunque di riuscire nei loro intenti, così da permetterci di scaricare la parte marcia dell’utenza, per il bene nostro e della comunità.

Sì, dacché Città Giusta è un gruppo e, nonostante gli allontanamenti (dolorosi) avuti nel tempo, continuerà la sua narrazione. Chi ha pensato per un solo momento che c’eravamo tirati indietro si è sbagliato: ci siamo solamente riposati 48 ore per riordinare le idee, dopo 4 anni di lavoro quotidiano al vostro servizio.

Nessuno ci ha rapiti, nessuno ci ha denunciati, nessuno ci ha tappato la bocca (anche se qualcuno ci spera) e nessuno ci ha intimoriti. Nelle prossime ore amplieremo il direttivo dell’associazione nelle modalità che verranno rese note nei nostri profili. Non abbiamo paura di sporcarci le mani per difendere la libertà di espressione, purché sia rispettosa dell’interlocutore: idee differenti sul punto non ci appartengono.

Niente insulti, niente attacchi personali, discorsi nel merito dei link condivisi e mai fuori tema e, infine, onestà intellettuale: queste le poche regole per abitare i nostri spazi, fisici e virtuali. E per chi non avesse ancora afferrato, si sappia che la nostra associazione è orgogliosamente antifascista.

Infine, un abbraccio a tutti quelli che hanno voluto dimostrare la loro preoccupazione ai ragazzi del direttivo con messaggi, telefonate. 🙂

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